Igienizzazione delle mani: nuove regole e obblighi negli ambienti di lavoro causati dall' Emergenza Coronavirus

Emergenza Coronavirus: l’igiene delle mani è la difesa migliore

L’emergenza Coronavirus ha messo l’accento su un’abitudine tanto importante quanto trascurata: lavarsi le mani, spesso e bene.
Come difesa nei confronti del Covid-19, è fortemente consigliato farlo più volte durante il tempo che si passa al lavoro, non solo a inizio e fine turno ma anche nel corso della giornata. Ma come garantire a tutti i lavoratori la possibilità di igienizzare le mani così spesso?
Con l’installazione di appositi dispenser nei punti strategici di fabbriche, uffici, luoghi pubblici e attività commerciali di ogni genere. Non solo, oltre all’igienizzazione delle mani, gli ambienti dovranno essere sanificati frequentemente.

Agevolazioni fiscali per l’acquisto di piantane e gel igienizzante

Come garantire che l’igienizzazione delle mani avvenga in modo corretto e costante?
Finché l’emergenza Coronavirus durerà, e presumibilmente anche dopo, sarà necessario attrezzare tutti i luoghi pubblici e di lavoro con dispenser automatici di soluzioni idroalcoliche. E non sarà una scelta lasciata alla sensibilità personale, ma un obbligo a norma di legge.
Inoltre, tutti i negozi e i luoghi pubblici di ampia metratura dovranno posizionare più erogatori di soluzioni idroalcoliche.
Per favorire l’adozione di queste norme a livello nazionale, l'articolo 64 del Decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020) ha introdotto delle agevolazioni per le aziende che sanificano gli ambienti. Le aziende potranno usufruire di un credito d'imposta del 50% rispetto alle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate, fino a un massimo di 20.000 euro. Rientra fra queste spese anche l’acquisto congiunto di piantane e soluzioni idroalcoliche per l’igienizzazione delle mani.

Igiene delle mani: breve storia di un’abitudine salvavita

Se ne fa un gran parlare, ma come e quando gli esseri umani hanno compreso l’importanza di lavarsi le mani?
È stato merito di Ignàc Semmelweis, un medico Ungherese che lavorava nel reparto maternità dell’ospedale di Vienna. Il reparto registrava numerosi casi di febbre puerperale, dato che spinse il dottore a cercare di comprenderne le ragioni. L’illuminazione giunse quando un suo collega si tagliò il dito con un bisturi e morì della stessa febbre che uccideva le neomamme. In pratica, il dottor Ignàc Semmelweis intuì che l’abitudine di passare dall’obitorio alla sala parto senza lavarsi le mani potesse avere una qualche correlazione con i numerosi decessi. Chiese così ai colleghi di lavare le mani e gli strumenti in una soluzione di cloruro di calce prima di occuparsi del parto.
Prima dell'esperimento il tasso di mortalità per le neomamme era dell’ 11%, dopo l’introduzione dell’abitudine a lavarsi le mani scese all' 1% circa. Purtroppo, la classe medica non era pronta ad accettare questo cambiamento, così l’idea di Semmelweis venne presto abbandonata, lui perse il lavoro e morì in un ospedale psichiatrico. Era il 1847.
Furono le successive scoperte dello scienziato tedesco Robert Koch a far cambiare strada ai governi in materia di malattie infettive, quando ci si rese conto che “la tubercolosi non è qualcosa che hai ereditato da tua nonna, ma è tua nonna che, tossendo, te l’ha attaccata”. Suona familiare?

L’igiene delle mani fuori casa: dispenser automatici o manuali su piantane per igienizzante

Per fortuna oggi la pratica di lavarsi le mani è universalmente riconosciuta come mezzo di prevenzione primario per molte patologie. Ma come garantire che l’igienizzazione delle mani avvenga in modo costante?
Finché l’emergenza Coronavirus durerà, e presumibilmente anche dopo, sarà necessario attrezzare tutti i luoghi pubblici e di lavoro con dispenser automatici o manuali di igienizzante posizionati su apposite piantane. E non sarà una scelta lasciata alla sensibilità personale, ma un obbligo a norma di legge.

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